Bonus adeguamento degli ambienti di lavoro: escluso l’acquisto di un ascensore


Le spese sostenute nel corso del 2020 per l’acquisto e l’installazione di un ulteriore ascensore non rientrano in relazione alle quali è possibile fruire del credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, di cui all’articolo 120 del decreto rilancio (Agenzia Entrate – risposta 16 settembre 2020, n. 361).

Il Decreto rilancio ha introdotto un credito d’imposta in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, destinato ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico.


Il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro è utilizzabile:


– esclusivamente in compensazione (modello F24) o, in alternativa


– entro il 31 dicembre 2021, può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, ivi compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.


Con l’uscita del Decreto Rilancio, la stessa Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti precisando che gli interventi agevolabili sono quelli necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure finalizzate al contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2, tra cui rientrano espressamente:


– quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, di ingressi e spazi comuni, nonché per l’acquisto di arredi di sicurezza (sono ricomprese in tale insieme gli interventi edilizi funzionali alla riapertura o alla ripresa dell’attività, fermo restando il rispetto della disciplina urbanistica);


– gli interventi per l’acquisto di arredi finalizzati a garantire la riapertura delle attività commerciali in sicurezza (cosiddetti “arredi di sicurezza”).


Ai fini dell’accesso al credito d’imposta è quindi necessario che le tipologie di interventi agevolabili siano stati prescritti da disposizioni normative o previsti dalle linee guida per le riaperture delle attività elaborate da amministrazioni centrali, enti territoriali e locali, associazioni di categoria e ordini professionali.


Ciò premesso, l’acquisto e l’installazione di un ulteriore ascensore che non rientra tra gli interventi agevolabili espressamente previsti da disposizioni normative.


Di fatto le disposizioni Covid-19 destinate agli ascensori prevedono esclusivamente che “l’utilizzo degli ascensori deve essere tale da consentire il rispetto della distanza interpersonale, pur con la mascherina,prevedendo eventuali deroghe in caso di componenti dello stesso nucleo familiare/gruppo di viaggiatori”. Si tratta, quindi, di prescrizioni destinate a regolamentare l’uso degli impianti esistenti che non impongono in alcun modo l’incremento degli ascensori, al fine a garantire la riapertura delle attività commerciali in sicurezza.