Federazioni sportive nazionali: versamento dei contributi sospesi


Si forniscono indicazioni in merito alla ripresa degli adempimenti e dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche


La legge di bilancio 2021 prevede che “per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e operano nell’ambito di competizioni sportive in corso di svolgimento ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020” sono sospesi i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria in scadenza dal 1° gennaio 2021 al 28 febbraio 2021.
Gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali (compresi quelli relativi alla quota a carico dei lavoratori) sospesi ai sensi del cit. comma 36 dovranno essere effettuati senza applicazione di sanzioni e interessi e in unica soluzione entro il 30 maggio 2021 oppure mediante rateizzazione, fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 30 maggio 2021.
Ai fini della sospensione, le aziende, mediante l’inserimento del codice sottoindicato all’interno del flusso Uniemens, dichiarano di possedere i requisiti previsti. ’Istituto, in base a tale esposizione, provvederà all’attribuzione del codice di autorizzazione “7M”, che assume il più ampio significato di “Organismo sportivo interessato alla sospensione dei contributi a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. D.L. n. 9/2020, Art. 8, D.L. n. 18/2020, Art. 61 e Legge 30 dicembre 2020, n. 178”.
Ai fini della compilazione del flusso Uniemens, per i periodi di paga delle mensilità di dicembre 2020 e gennaio 2021, le aziende di cui si tratta inseriranno nell’elemento <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito> il codice di nuova istituzione “N977”, avente il significato di “Sospensione contributiva federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche. Legge 30 dicembre 2020, n. 178”; e le relative <SommeACredito> (che rappresenta l’importo dei contributi sospesi).
L’importo dei contributi da dichiarare con il codice di sospensione “N977” non può eccedere l’ammontare dei contributi dovuti al netto delle quote associative.
Il risultato dei <DatiQuadratura>, <TotaleADebito> e <TotaleACredito> potrà dare luogo a un credito in favore dell’INPS da versare con le consuete modalità (ossia il modello “F24”), ovvero, a un credito a favore dell’azienda o un saldo a zero.
Le aziende che abbiano già provveduto all’invio del flusso di competenza per dicembre 2020 e gennaio 2021 senza aver effettuato il relativo versamento (totale o parziale) dovranno inoltrare, nel caso in cui intendano avvalersi della sospensiva, entro e non oltre il 30 maggio 2021, un flusso di variazione della sola denuncia aziendale con l’esposizione del codice sopra indicato e del relativo importo.
Non si fa luogo al rimborso dei contributi previdenziali e assistenziali già versati.
Il versamento dei contributi sospesi, da effettuarsi in unica soluzione entro il 30 maggio 2021 o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di ventiquattro rate mensili di pari importo, con scadenza della prima rata entro il 30 maggio 2021, senza applicazione di sanzioni e interessi, deve essere effettuato con il modello “F24”.
Il contribuente dovrà compilare la “Sezione INPS” del modello “F24” con le modalità indicate nell’esempio che segue, utilizzando il codice contributo “DSOS” ed esponendo la matricola dell’azienda seguita dallo stesso codice utilizzato nelle denunce.
ll codice N977 è riferito alle mensilità di dicembre 2020 e gennaio 2021.
I soggetti destinatari della sospensione contributiva di cui all’articolo 1, comma 36, della legge n. 178/2020 che hanno instaurato rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e fattispecie similari e che nel periodo di competenza di dicembre 2020 e gennaio 2021 hanno erogato compensi sui quali è dovuto il contributo previdenziale obbligatorio alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 dovranno riportare, nell’elemento <CodCalamita> di <Collaboratore>, il valore 36, avente il nuovo significato di “Sospensione contributiva per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche. Legge n. 178/2020, Art. 1. Validità dal 1° gennaio al 28 febbraio 2021”.
Le aziende committenti che abbiano già provveduto all’invio del flusso Uniemens afferente ai mesi in esame, senza avere indicato il codice calamità relativo alla sospensione così come previsto nel presente messaggio, provvederanno entro il 30 maggio 2021 alla relativa modifica dei flussi telematici (si ricorda che è essendo un campo “non chiave” è sufficiente l’invio di una nuova denuncia senza effettuare l’eliminazione).
Ai fini della sospensione, le aziende committenti, mediante l’inserimento del codice sopraindicato all’interno del flusso Uniemens, dichiarano di possedere i requisiti previsti.
L’elenco delle aziende che avranno indicato tale codice verrà inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per lo Sport per i controlli di merito.
La ripresa dei versamenti dei contributi sospesi deve avvenire entro il termine del 30 maggio 2021 in unica soluzione oppure in ventiquattro rate mensili di pari importo con il versamento della prima rata entro il 30 maggio 2021, senza applicazione di sanzioni e interessi.
I versamenti devono essere effettuati compilando per ogni periodo mensile interessato sospeso la “Sezione INPS” del modello “F24”.


Indennità pari all’ultima mobilità ordinaria percepita per i lavoratori della Regione Campania: istruzioni

Con circolare n. 76/2021, l’Inps fornisce istruzioni operative per la gestione dell’indennità concessa ai lavoratori della Regione Campania che hanno cessato la mobilità ordinaria dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2016. La prestazione è pari al trattamento dell’ultima mobilità ordinaria percepita. La Regione Campania può concedere il trattamento in argomento nel limite massimo di spesa pari a 23,3 milioni di euro per gli anni 2020/2021, esclusivamente previa “verifica della disponibilità finanziaria” da parte dell’INPS.

La legge 13 ottobre 2020, n. 126, in sede di conversione, ha introdotto l’articolo 1-ter nel decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, che, come modificato dal comma 291 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, riconosce ai lavoratori della Regione Campania che hanno cessato la mobilità ordinaria dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2016, un’indennità pari al trattamento dell’ultima mobilità ordinaria percepita, comprensiva della contribuzione figurativa e degli assegni per il nucleo familiare, a decorrere dal 14 ottobre 2020 e fino al 31 dicembre 2021. A tale indennità non si applicano le disposizioni relative all’anzianità aziendale.
Ai suddetti lavoratori, dal 1° gennaio 2021, devono essere applicate misure di politica attiva, individuate in un apposito piano regionale, da comunicare al Ministero del Lavoro e all’ANPAL.
La prestazione è pari al trattamento dell’ultima mobilità ordinaria percepita. La Regione Campania può concedere il trattamento in argomento nel limite massimo di spesa pari a 23,3 milioni di euro per gli anni 2020/2021, esclusivamente previa “verifica della disponibilità finanziaria” da parte dell’INPS.
A tal fine, dovrà quindi inviarisi apposita richiesta alla Direzione regionale INPS della Campania, a mezzo posta elettronica certificata (PEC), con le indicazioni delle specifiche di cui all’emanando decreto di concessione contenenti l’elenco nominativo e i codici fiscali dei lavoratori interessati e specificando inoltre le seguenti informazioni:
– data di inizio dell’indennità concessa, che dovrà al massimo decorrere dal 14 ottobre 2020;
– data della fine dell’indennità concessa, che dovrà essere al massimo pari al 31 dicembre 2021;
– stima del costo prevista: l’importo medio mensile dell’indennità è pari a 1.935 euro comprensivo di copertura figurativa e ANF.
Si invierà, inoltre, la dichiarazione relativa all’esistenza del piano regionale con cui si individuano le politiche attive del lavoro destinate ai beneficiari dell’indennità.
La Direzione regionale INPS della Campania, laddove riscontrasse incongruità nella documentazione ricevuta, è tenuta a richiedere le necessarie integrazioni e/o variazioni alla Regione Campania. Il controllo sulla sostenibilità finanziaria sarà effettuato dall’Istituto seguendo l’ordine cronologico di trasmissione delle singole richieste; non sarà possibile, quindi, prendere in esame le richieste successive fino al completamento, con esito positivo, del suddetto iter.
Nel caso in cui l’importo cumulato superi la somma complessiva a disposizione della Regione, l’Istituto non procederà al rilascio del nullaosta sulla sostenibilità finanziaria. Resta nei poteri della Regione Campania annullare, con comunicazione a mezzo PEC, eventuali richieste di sostenibilità finanziaria che risultino non accoglibili o incomplete, al fine di poter prendere in esame le richieste pervenute successivamente.
La Regione Campania, ricevuta la valutazione positiva in ordine alla verifica della disponibilità finanziaria da parte dell’Istituto, a mezzo PEC, potrà procedere all’emanazione del decreto di concessione del trattamento in parola.
La trasmissione all’INPS del decreto di concessione avverrà esclusivamente per il tramite del Sistema Informativo Percettori (“SIP”), utilizzando il numero di decreto convenzionale “30003”.


Istruzioni operative e modalità di pagamento
Il pagamento dell’indennità pari all’ultima mobilità ordinaria percepita è subordinato alla presentazione da parte del beneficiario di un’apposita domanda online di mobilità in deroga. Per erogare le prestazioni le Strutture territoriali, una volta ricevuta dalla Regione la dichiarazione contenente la volontà di avvalersi della norma in esame, dovranno inserire, nella procedura di pagamento della prestazione, il codice intervento “194”.
E’ necessario che alla data di presentazione dell’istanza e per tutta la durata della prestazione, il beneficiario non si trovi nelle seguenti condizioni:
– essere titolare di un rapporto di lavoro dipendente;
– essere titolare di pensione diretta o indiretta ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;
– essere percettore dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL);
– essere percettore di Reddito di cittadinanza;
– aver percepito o essere percettore di NASpI.
Nel caso in cui non siano soddisfatti i citati requisiti, l’operatore non potrà procedere al pagamento della prestazione e dovrà altresì darne riscontro alla Direzione regionale INPS della Campania che, a sua volta, provvederà a informare la Regione Campania, per i successivi adempimenti.
L’Istituto predisporrà in “SIP” delle schede di monitoraggio in cui saranno evidenziate, per la Regione Campania, la stima degli importi dei decreti di concessione inviati in “SIP”, basati sulla spesa complessiva del decreto, calcolata utilizzando come costo medio mensile della prestazione la somma di 1.935 euro, comprensiva di oneri, moltiplicata per il numero di mesi concessi.


Cumulabilità e compatibilità
In merito alla cumulabilità e alla compatibilità della prestazione in argomento l’Inps richiama i principi stabiliti per l’indennità di mobilità ordinaria. Pertanto, laddove il beneficiario del trattamento si rioccupi con un contratto di lavoro subordinato, a tempo determinato o a tempo parziale, potrà operare solo la sospensione della prestazione e non lo “slittamento della data finale della stessa” in quanto il termine della prestazione è già indicato nel decreto di concessione.
Non è possibile, infine, corrispondere l’indennità in forma anticipata in un’unica soluzione in quanto non previsto dalla norma in esame.

 


Proroga BenEssere in famiglia negli Studi Professionali

Prorogato al 31/12/2021 il progetto “Benessere in famiglia” che ha previsto l’ampliamento del catalogo dell’offerta della Cassa di assistenza sanitaria degli studi professionali (Cadiprof), con il rimborso di una parte delle spese sostenute per le consulenze psicologiche.

Proseguono gli interventi in aiuto dei lavoratori degli studi professionali così duramente colpiti dall’emergenza: Cadiprof – in collaborazione con l’Associazione Psicologi Liberi Professionisti PLP – proroga il progetto di Assistenza Psicologica agli iscritti per tutto l’anno 2021.
Gli psicologi di PLP scendono in campo per supportare gli assistiti Cadiprof, anche in modalità VIDEO CONSULTO, su temi caldi quali la gestione dello stress, delle ansie e delle paure legati al distanziamento sociale, alle vaccinazioni ma anche alla ripartenza delle attività, i tempi e gli spazi di vita, e ancora, purtroppo, la gestione delle situazioni di malattia e/o di lutto legati al contagio da Covid-19.
La Cassa interviene dirattamente rimborsando il 50% del costo dei consulti (che vengono comunque eseguiti a tariffe agevolate), prevedendo un rimborso fino a 350 euro l’anno e snellendo la documentazione necessaria per l’inoltro della pratica.
Resta pienamente in vigore la considerazione di tutte le aree di intervento già previste, dal sostegno alla genitorialità, allo stress lavorativo, dalle problematiche di coppia agli abusi e alle dipendenze e, in generale, il supporto per la gestione di tutti i momenti di criticità della vita.
Fino al 31/12/2021, saranno rimborsate le spese per la consulenza psicologica relativa alle seguenti aree:
Supporto relativo all’emergenza COVID-19:
– gestione dello stress legato al distanziamento sociale
– difficoltà legate alla gestione dei nuovi tempi e spazi di vita
– gestione di ansie e paure legate al contagio
– gestione di situazioni di malattia o lutti legati al contagio da Covid-19

Supporto relativo all’ambito lavorativo:
– prevenzione del burnout;
– coaching sulle competenze trasversali;
– ottimizzazione della gestione del tempo;
– prevenzione dello stress lavorativo correlato;
– coaching di comunicazione efficace.

Sostegno alla genitorialità:
– nel momento della scelta di avere un figlio;
– nelle problematiche a essa connesse (difficoltà nella procreazione, fecondazione assistita, ecc.);
– nel cambiamento che la nascita determina nell’equilibrio della persona, della coppia e/o della famiglia;
– nelle fasi di sviluppo della relazione con il figlio che, con il mutare dell’età, presenta problematiche sempre nuove;
– supporto per i problemi legati alla scuola del figlio (difficoltà scolastiche, demotivazione e disagio, orientamento agli studi, ecc.).

Sostegno relativo a momenti di criticità della vita:
– scelta dell’IVS (Interruzione Volontaria della Gravidanza);
– gravi eventi (morti accidentali/precoci congiunti; catastrofi/incidenti gravi; malattie gravi);
– supporto per le problematiche di coppia, anche relativamente alla conciliazione famiglia/lavoro;
– separazione e/o divorzio;
– problematiche dell’età evolutiva;
– sostegno alle attività di caregiver nei riguardi di disabili, anziani e gravi ammalati in casa, in risposta al nuovo fenomeno di “generazione sandwich” intesa come quella che è chiamata ad occuparsi al contempo dei figli e dei genitori anziani;
– abusi e dipendenze (ludopatia; abuso di alcol e/o sostanze).

Presso la rete degli psicologi convenzionati, gli iscritti CADIPROF potranno beneficiare di:
– Visita gratuita di analisi della domanda e conseguente individuazione del trattamento di elezione (lo psicologo PLP provvederà a rilasciare all’iscritto un documento che attesti l’indicazione del trattamento consigliato).

CCNL Centri elaborazione dati: nuove retribuzioni da maggio


 



 


Dal mese di maggio decorrono le nuove retribuzioni per i lavoratori dipendenti dei Centri Elaborazione Dati (CED), imprese ICT, professioni digitali e S.T.P.


Le parti hanno previsto quattro trances di aumenti retributivi.


La quarta e ultima trances decorre dall’1/5/2021 ed è la seguente


 






























Livello

Minimo dall’1/5/2021

Quadro di Direzione 2.758,87
Quadro 2.507,28
1 2.152,66
2 1.927,22
3 Super 1.847,77
3 1.729,81
4 1.609,53
5 1.532,45
6 1.294,15

Gestioni degli artigiani e degli esercenti attività commerciali: rimborsi contribuzione indebitamente vers

Con circolare n. 75/2021, l’Inps fornisce chiarimenti in merito all’applicabilità delle disposizioni di cui all’articolo 2033 c.c. alle ipotesi di versamento alle Gestioni degli artigiani e degli esercenti attività commerciali di somme non dovute a titolo di contributi che non possono essere accreditate sulla posizione assicurativa in virtù delle speciali norme che disciplinano i versamenti effettuati alle Gestioni. Vengono inoltre fornite istruzioni operative per l’esercizio, da parte degli assicurati, del diritto al rimborso di quanto indebitamente versato e per l’individuazione della tipologia contributiva rivendicata, tenendo conto dell’ordinario termine di prescrizione decennale.

La legge 22 luglio 1966, n. 613, avente ad oggetto “Estensione dell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti agli esercenti attività commerciali ed ai loro familiari coadiutori e coordinamento degli ordinamenti pensionistici per i lavoratori autonomi”, prevede, all’articolo 12, che i contributi disciplinati dalla medesima legge, indebitamente versati in qualsiasi tempo, non sono computabili agli effetti del diritto alle prestazioni e della misura di esse e, salvo il caso di dolo, sono restituiti, senza interessi, all’assicurato o ai suoi aventi causa. Tale disposizione ha sostituito quanto previsto dall’articolo 7, ultimo comma, della legge 4 luglio 1959, n. 463, concernente l’estensione dell’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti (IVS) agli artigiani e ai loro familiari.
In nessun caso, quindi, la contribuzione indebitamente versata alle Gestioni autonome può essere oggetto di convalida da parte dell’Istituto ai fini del diritto e della misura delle prestazioni pensionistiche spettanti ai predetti lavoratori autonomi.
Anche la Corte di Cassazione, confermando quest’interpretazione, ha stabilito, con riferimento alla contribuzione indebitamente versata alla Gestione degli artigiani, che l’espresso riferimento al versamento “in qualsiasi tempo” indica l’intenzione del Legislatore di escludere l’applicabilità della sanatoria riguardante i contributi indebitamente versati di cui all’articolo 8 del D.P.R. 26 aprile 1957, n. 818, in ragione delle evidenti diversità esistenti con riferimento agli artigiani (e ai lavoratori autonomi), i quali devono provvedere personalmente a costituire la loro assicurazione IVS e a versare la relativa contribuzione, laddove i lavoratori dipendenti sono parte di un rapporto trilaterale, nel quale è il datore di lavoro il titolare dell’obbligo contributivo e dell’eventuale diritto alla restituzione dei contributi (cfr. Cass. Civ., sez. lav., n. 25488/2007).
Le ipotesi di versamento alle Gestioni degli artigiani e degli esercenti attività commerciali di somme non dovute a titolo di contributi – che non possono essere accreditate sulla posizione assicurativa in virtù delle speciali norme che disciplinano i versamenti effettuati alle Gestioni – sono qualificabili, precisa l’Inps, come indebito oggettivo ai sensi dell’articolo 2033 del c.c. Di conseguenza, il diritto al rimborso di quanto indebitamente versato soggiace all’ordinario termine di prescrizione decennale stabilito dall’articolo 2946 del c.c., valido per tutti i diritti per i quali, come per il caso del diritto alla restituzione dell’indebito, non sia stabilito espressamente dalla legge un termine più breve o l’imprescrittibilità. Pertanto, trattandosi di fattispecie di indebito oggettivo, il diritto al rimborso si prescrive con il decorso dell’ordinario termine decennale previsto dall’articolo 2946 del c.c. e non si dà luogo ad alcun effetto di convalida della contribuzione accertata come indebita.
Sul piano operativo, nelle more del rilascio delle modifiche alla procedura per la gestione dei rimborsi, gli operatori di Sede, dietro domanda di rimborso dell’assicurato, effettuano la produzione del rimborso soltanto per gli importi per i quali non risultino decorsi i termini di prescrizione rispetto alla data dei versamenti associati. Nel caso in cui in procedura risulti l’avvenuta produzione di un rimborso, in data antecedente alla pubblicazione della circolare in commento, anche con riferimento a somme per le quali sia maturata la prescrizione, l’operatore provvederà a effettuare i pagamenti soltanto degli importi per i quali la domanda di rimborso abbia validamente interrotto i termini di prescrizione. Per escludere dal pagamento le somme associate a versamenti prescritti, gli operatori di Sede possono inserire un credito spia di tipo 3.

OPERAI AGRICOLI: Rinnovato il Cipl per la provincia di Pesaro Urbino



Firmato il 21/4/2021, tra CONFAGRICOLTURA, COLDIRETTI, CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI di Pesaro Urbino e FLAI-CGIL, FAI-CISL, UILA-UIL di Pesaro Urbino, l’accordo di rinnovo del CIPL per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Pesaro Urbino scaduto il 31/12/2019


Decorrenza e durata
Il presente accordo di rinnovo ha durata quadriennale e decorre dall’1/1/2020 e scade il 31/12/2023.

Orario di lavoro
L’orario di lavoro è stabilito nella misura di 39 ore settimanali distribuite di norma in 6 giorni pari ad ore 6,30 giornaliere.
Le parti stabiliscono per un periodo massimo di 90 giornate nell’anno un orario di 44 ore settimanali e il recupero di tale maggiore orario in altro corrispondente periodo dell’anno.
Fermo restando quanto sopra, le Organizzazioni firmatarie del presente contratto stabiliscono, che, per i soli operai a tempo indeterminato, la retribuzione sarà uguale per tutti i mesi dell’anno indipendentemente dalla flessibilità dell’orario di lavoro.
Per gli operai a tempo determinato la retribuzione dovuta, nei periodi sopra indicati, verrà commisurata alle ore di lavoro effettivamente svolte nella giornata.

Aumenti salariali operai agricoli e florovivaisti
Le parti concordano che gli aumenti retributivi saranno calcolati in base alle seguenti percentuali e modalità:
– 1,7% ai dipendenti in forza alla data della stipula del contratto e per tutti i livelli;
– gli aumenti avranno decorrenza 1/1/2021;
– gli arretrati dei mesi di gennaio, febbraio e marzo verranno erogati nella mensilità del mese di Aprile 2021;


– dall’analisi dell’andamento dell’economia territoriale del settore a causa dell’impatto che l’evento pandemia sta ancora avendo sui comparti: Agrituristico, Vitivinicolo e Florovivaistico, le parti concordano che per tali aziende gli aumenti oggi stabiliti decorreranno dall’1/9/2021.

I periodi della campagna di raccolta vengono così individuai:



















































COLTURA

Durata massima tempo di raccolta

Periodo temporale previsionale di raccolta

CARCIOFI – ASPARAGI 3 MESI Da Marzo a Maggio
PISELLI 2 MESI Da Maggio a Giugno
FRAGOLE 3MESI Da Marzo a Giugno
MELONI – COCOMERI 3 MESI Da Giugno a Settembre
PESCHE – ALBICOCCHE – SUSINE 3 MESI e 1/2 Da Giugno a Settembre
MELE-PERE 3 MESI Da Agosto a Ottobre
POMODORI INDUSTRIALI 3 MESI Da Agosto a Ottobre
PEPERONI 3 MESI Da Agosto a Ottobre
UVA 3 MESI Da Agosto a Novembre
CAVOLFIORE autunnale e primaverile 8 MESI Da Ottobre a Gennaio – Da Febbraio a Maggio
OLIVE 3 MESI Da Ottobre a Dicembre
TABACCO 4 MESI Da Luglio a Ottobre


Adeguamento alloggio ed annessi
Agli operai a tempo indeterminato, dall’1/1/2021, viene adeguato l’importo dell’alloggio, non goduto nella misura di € 40,00 mensili. Gli arretrati dei mesi di gennaio, febbraio e marzo verranno erogati nella mensilità del mese di Aprile 2021.

Welfare contrattuale
In aggiunta alle prestazioni già previste dal CCNL, anche le prestazioni previste dall’Ebat/Cisfa, rappresentano un diritto contrattuale di ogni lavoratore, il quale matura perciò – esclusivamente nei confronti dell’azienda che non aderisca al sistema della bilateralità territoriale e non versi la relativa contribuzione – il diritto all’erogazione diretta da parte dell’impresa stessa di prestazioni equivalenti.
L’impresa, aderendo alla bilateralità territoriale ed ottemperando ai relativi obblighi contributivi, assolve ogni suo impegno in materia nei confronti dei lavoratori.
Il datore di lavoro che omette di versare la contribuzione all’Ebat/Cisfa, a decorrere dall’1/1/2017 è tenuto, fermo restando l’obbligo di corrispondere al lavoratore prestazioni equivalenti, ad erogare al medesimo lavoratore una quota aggiuntiva di retribuzione pari a 10,00 euro mensili su 12 mesi equivalenti a 0,38 euro giornalieri.

Congedi parentali
In caso di malattia dei figli fino a 10 anni di età, in aggiunta alle vigenti disposizioni di legge ed i relativi regolamenti attuativi, per disabilità e per patologie gravi espresse da documentazione sanitaria o da certificazione medica sono previsti un massimo di 5 giorni di permessi retribuiti annui.

CCNL Autorimesse: Elemento di garanzia retributiva a maggio

Spetta, con la retribuzione de mese di maggio, l’elemento di garanzia retributiva ai dipendenti da imprese esercenti autorimesse e noleggio


 


Ai dipendenti di aziende che non abbiano stipulato accordi di secondo livello alla data del 31 dicembre, e sempreché gli stessi lavoratori non percepiscano trattamenti economici, anche forfettari, individuali o collettivi, in aggiunta al trattamento economico già fissato dal CCNL, un importo annuo, in cifra fissa pari a € 400 lordi, da corrispondere entro il 31 maggio.
Laddove l’azienda non proceda alla contrattazione di secondo livello, ed eroghi importi a titolo individuai o collettivo unilateralmente, gli stessi saranno riallineati al valore dell’elemento di garanzia retributiva stabilita dal presente articolo, se inferiori.
In caso di importo inferiore derivante dall’applicazione di un accordo aziendale stipulato sulla contrattazione di secondo livello, il limite dell’elemento di garanzia retributiva non trova applicazione.
Il trattamento viene erogato in unica soluzione con le competenze del mese di maggio ed è corrisposto pro quota con riferimento a tanti dodicesimi quanti sono stati i mesi di servizio prestati dal lavoratore, anche in modo non consecutivo, nell’anno precedente. La prestazione di lavoro superiore a 15 giorni sarà considerata, a questi effetti, come mese intero.
Detto importo sarà riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale in funzione del normale orario di lavoro.


A livello aziendale potrà essere valutata la corresponsione di tale importo a cadenza mensile suddividendolo per dodicesimi.
Tale importo è escluso dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto ed è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta ed indiretta, di origine legale o contrattuale, ed è quindi comprensivo degli stessi.
Nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro antecedentemente al momento della corresponsione dell’elemento di garanzia, fermo restando i criteri di maturazione dello stesso, il suddetto importo verrà corrisposto all’atto della liquidazione delle competenze.
Dall’adempimento dell’erogazione dell’elemento di garanzia” vengono escluse le aziende che versino in comprovate situazioni di difficoltà economica/produttiva e che abbiano attivato il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Proroga della indennità di mobilità nelle Marche

Siglato il 5/5/2021 l’accordo Area di crisi Industriale Complessa del Piceno-Val Vibrata di proroga della indennità di Mobilità – Anno 2020.

Le Parti dopo approfondita discussione concordano quanto segue:
E’ concessa la proroga dell’indennità di mobilità per un massimo di n. 12 (dodici) mesi ai lavoratori licenziati da una unità produttiva ubicata all’interno dell’area di crisi Industriale Complessa Val Vibrata – Valle del Tronto Piceno e che alla data dell’1/1/2020 siano beneficiari di mobilità ordinaria (ex legge 223/1991) o mobilità in deroga (ex legge n. 92/2012), scaduta nell’anno 2020;
I lavoratori beneficiari saranno quelli licenziati da aziende ubicate all’interno dell’Area di Crisi Industriale Complessa denominata Val Vibrata – Valle del Tronto Piceno indipendentemente dalla loro attuale residenza.
L’erogazione del suddetto beneficio è subordinato alla partecipazione, dal parte del lavoratore, al programma di Politiche Attive predisposto dalla Regione Marche.
Le domande di mobilità in deroga dovranno essere presentate dai lavoratori interessati, telematicamente, alle sedi INPS territorialmente competenti in base alla residenza dei lavoratori entro il 4/6/2021.
Contestualmente il lavoratore interessato, entro il 4/6/2021 presenta, esclusivamente via PEC, ulteriore domanda al Centro per l’Impiego competente nel cui territorio dove era o è ubicata l’azienda che ha proceduto al licenziamento allegando copia del documento di identità in corso di validità e la copia della domanda di mobilità in deroga presentata ad INPS unitamente alla ricevuta di presentazione, che riporta il numero di protocollo attribuito automaticamente dal sistema INPS.

Ulteriori indicazioni sull’esonero per le aziende che non richiedono CIG


Si forniscono istruzioni operative in merito all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di integrazione salariale.


L’articolo 12 del DL 137/2020 ha previsto, come noto, un esonero dal versamento dei contributi previdenziali per le aziende che non richiedano ulteriori trattamenti di integrazione salariale, riconosciuti secondo la disciplina posta in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
I datori di lavoro, al fine di usufruire dell’esonero in argomento, dovranno inoltrare all’INPS, tramite la funzionalità “Contatti” del “Cassetto previdenziale” alla voce “Assunzioni agevolate e sgravi”, selezionando “Sgravi art.3 DL 104/20 e art.12 DL 137/2020”, un’istanza per l’attribuzione del codice di autorizzazione “2Q”, che assume il più ampio significato di “Azienda beneficiaria dello sgravio art.3 DL 104/2020 e dello sgravio art.12 DL 137/2020”, nella quale dovranno dichiarare di aver usufruito nel mese di giugno 2020 delle specifiche tutele di integrazione salariale causale COVID-19 e di non aver fatto richiesta dei medesimi trattamenti per i mesi di novembre, dicembre 2020 e gennaio 2021 riguardanti la medesima matricola o, nel caso di più unità produttive, la medesima unità, nonché l’importo dell’esonero di cui intendono avvalersi, parametrato alle ore di integrazione salariale fruite nel mese di giugno 2020.
La richiesta di attribuzione del suddetto codice di autorizzazione “2Q” deve essere inoltrata prima della trasmissione della denuncia contributiva relativa al primo periodo retributivo in cui si intende esporre l’esonero medesimo.
Considerato che i rapporti tra i trattamenti di integrazione salariale e l’esonero contributivo, disciplinati dalla medesima fonte normativa ovvero da fonti diverse, si basano sul principio dell’alternatività, nella medesima finestra temporale, per la medesima unità produttiva, l’azienda deve scegliere se fruire dell’ammortizzatore sociale emergenziale oppure dell’esonero contributivo. Pertanto, nella stessa finestra temporale, per la medesima unità produttiva, l’azienda può avere accesso esclusivamente all’ammortizzatore sociale emergenziale oppure all’esonero in argomento. Tale alternatività, espressamente prevista con riferimento alle misure disciplinate dalla medesima fonte normativa, deve essere assicurata anche nel caso in cui le misure in trattazione siano previste da fonti normative diverse, qualora vengano a sovrapporsi nella medesima finestra temporale.
Ne consegue che, nella medesima finestra temporale, per la medesima unità produttiva, l’azienda deve scegliere se fruire dell’ammortizzatore sociale emergenziale oppure dell’esonero contributivo, a prescindere di quale sia la fonte normativa di riferimento della misura.
Pertanto, l’operatore della Struttura INPS territorialmente competente – solo dopo aver verificato che il datore di lavoro non ha fruito dei trattamenti di integrazione salariale causale COVID-19 per i mesi di novembre, dicembre 2020 e gennaio 2021 riguardanti la medesima matricola o, nel caso di più unità produttive, la medesima unità, per la quale richiede il c.a. “2Q” – può, una volta ricevuta la richiesta, attribuire il predetto codice di autorizzazione alla posizione contributiva con validità dal mese di aprile 2021 fino al mese di agosto 2021, dandone comunicazione al datore di lavoro attraverso il medesimo “Cassetto previdenziale”.
L’effettivo ammontare dell’esonero fruibile, calcolato sulla base delle ore di integrazione salariale già fruite nel mese di giugno 2020, non può superare la contribuzione datoriale relativa al mese o ai mesi di astratta spettanza dell’esonero (ossia ricadenti nel periodo compreso tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021 e per massimo quattro settimane), né la contribuzione dovuta nelle singole mensilità in cui ci si intenda avvalere della misura (denunce di competenza delle mensilità comprese tra aprile 2021 – agosto 2021).
Inoltre, come già indicato nella circolare n. 24/2021, l’esoneroin trattazione, in continuità con quanto previsto dall’articolo 3 del DL 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta e a condizione che per gli altri esoneri di cui si intenda fruire non sia espressamente previsto un divieto di cumulo con altri regimi. Ad esempio, l’esonero in parola non risulta cumulabile con l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile (articolo 1, commi 100 e seguenti, della legge 27 dicembre 2017, n. 205). L’incumulabilità tra le due misure deve essere limitata al medesimo lavoratore. Pertanto, se alle dipendenze di un medesimo datore di lavoro vi sono lavoratori giovani per i quali si intende fruire dell’incentivo strutturale di cui alla legge n. 205/2017, nonché altri lavoratori non agevolati, nei limiti della contribuzione teoricamente dovuta, per questi ultimi si può fruire della misura di esonero previsto dall’articolo 12, commi 14 e 15, del DL n. 137/2020.
Considerata la durata massima dell’esonero, pari a quattro settimane, resta fermo che lo stesso potrà essere fruito anche per l’intero importo sulla denuncia relativa ad una singola mensilità, ove ne sussista la capienza.


I datori di lavoro privati con lavoratori dipendenti iscritti alle Gestioni private, per esporre nel flusso Uniemens di competenza dei mesi di aprile, maggio, giugno, luglio e agosto 2021 le quote di sgravio spettanti, valorizzeranno all’interno di <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, nell’elemento <CausaleACredito> il nuovo codice causale “L904”, che assume il significato di “Conguagli Sgravio Articolo 12 del decretolegge 28 ottobre 2020, n. 137”, mentre nell’elemento <ImportoACredito> indicheranno il relativo importo.
I datori di lavoro che hanno sospeso o cessato l’attività, per recuperare lo sgravio spettante, dovranno avvalersi della procedura delle regolarizzazioni contributive (Uniemens/vig), chiedendo l’attribuzione del codice “2Q” in relazione ai mesi oggetto di regolarizzazione.

Sanità Privata – Personale medico: quarta tranche di Una Tantum

  Erogata, con la retribuzione del mese di aprile, la quarta tranche di una tantum per i dirigenti medici dipendenti dalle strutture private

Il CCNL 7/10/2020 ha previsto, per il dirigente medico assunto prima del 1° gennaio 2020 ed ancora in servizio alla data di sottoscrizione del CCNL,  un importo netto a titolo di una tantum pari ad euro 2.500,00, che ha la finalità di riparare il disagio derivante dalla ritardata sottoscrizione del presente CCNL.
L’importo di cui sopra verrà corrisposto in 5 tranches di pari importo, con le retribuzioni dal mese di gennaio 2021 al mese di maggio 2021.
Pertanto, con la mensilità del corrente mese di aprile 2021 spetta la quarta tranches di 500 euro.
L’importo una tantum di cui al presente articolo non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale e legale, né del trattamento di fine rapporto, ed è escluso dalla retribuzione imponibile per il calcolo dei contributi e dei premi dovuti agli enti assistenziali, assicurativi e/o previdenziali ai sensi dell’art. 3, d.l. n. 318/1996, convertito con modificazione in legge n. 402/1996 e s.m.i.