Protocollo sugli interventi sul patrimonio edilizio delle scuole in sicurezza covid 19

Siglato il 9/7/2020. tra il MINISTERO DELL’ ISTRUZIONE, il MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI, l’ANCI, l’UPI e la FILLEA-CGIL, la FILCA-CISL, la FENEAL-UIL, il protocollo d’intesa per la regolarità e la sicurezza del lavoro nel settore delle costruzioni afferenti al programma di interventi di ammodernamento del patrimonio edilizio delle scuole per l’anno scolastico 2020/2021 a seguito dell’emergenza covid 19.

Al fine del miglioramento della qualità sociale e della didattica, quindi delle potenzialità di crescita del Paese, l’edilizia scolastica deve diventare una priorità e rimanere tale anche nel medio e lungo periodo, terminata l’emergenza sanitaria.
Il Governo e l’Unione Europea, attraverso specifici trasferimenti anche straordinari, devono destinare una parte significativa delle risorse previste dai diversi interventi comunitari (a partire dal Recovery Fund) ad un piano pluriennale per la manutenzione, l’adeguamento e il rinnovo degli edifici scolastici, con l’obiettivo di rendere moderni, antisismici, sicuri, accessibili e sostenibili il cento per cento degli edifici.
Sarà impegno comune delle parti portare avanti questo obiettivo nel confronto con tutti i soggetti interessati.
Al fine di assicurare gli obiettivi di cui in premessa, le OO.SS. firmatarie del presente Protocollo si rendono disponibili e concordano sulla necessità di prevedere specifiche e derogatorie modalità di gestione dell’organizzazione del lavoro nonché di individuare, nel rispetto della vigente normativa in materia di orari di lavoro, lavorazioni svolte con differenti regimi di orario su base settimanale e/o plurisettimanale, a squadre definite, con sistemi ed orari con turni di lavoro alternati, a ciclo continuo, avvicendati o notturni.
Questo anche al fine di permettere nei mesi estivi (luglio, agosto, settembre) il massimo impegno per la realizzazione degli interventi in tempo utile alla riapertura delle scuole e l’avvio dell’anno scolastico.
Le modalità di gestione dell’organizzazione del lavoro e le lavorazioni di cui al precedente comma saranno oggetto di confronto su base territoriale, con il supporto, se richieste, delle stesse OO.SS. Nazionali.
Le imprese aggiudicatarie ed esecutrici impegnate nei cantieri oggetto della presente intesa possono avvalersi del supporto tecnico gratuito degli enti paritetici territoriali del settore delle costruzioni Enti Unificati, Scuole Edili/CPT per la consulenza sui temi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, anche nel pieno rispetto di quanto previsto nel Protocollo Governo-Parti Sociali del 24 aprile 2020 u.s. ed in particolar modo al punto 13 dello stesso;
A tal fine, le singole stazioni appaltanti provvederanno ad inserire nei documenti di gara e nel contratto stipulato con l’aggiudicatario una previsione riproduttiva dei contenuti della presente intesa.
Tutti i lavoratori dipendenti delle imprese operanti nei cantieri di cui al presente protocollo svolgono la formazione d’ingresso in materia di sicurezza sul lavoro, così come contrattualmente prevista e attestata dagli Enti Bilaterali territoriali.
Ai lavoratori dipendenti impiegati a qualunque titolo nei cantieri di cui alla presente intesa nella realizzazione di opere edili ed affini, anche in maniera prevalente, si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro del settore edilizia stipulato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (nonché la derivante e conseguente contrattazione di livello provinciale, regionale e/o territoriale), salvo casi di comprovata attività non riconducibile al settore delle costruzioni, per le quali saranno applicati i rispettivi CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e di parte datoriale comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Le singole stazioni appaltanti provvederanno ad inserire nei documenti di gara e nel contratto stipulato con l’aggiudicatario una previsione riproduttiva del contenuto della presente disposizione.
Al fine di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare nelle attività indicate nell’allegato al presente Protocollo, le stazioni appaltanti provvederanno, in occasione dell’emissione degli stati di avanzamento lavori e al termine degli stessi, alla verifica, con riguardo alla manodopera impiegata dall’impresa nel cantiere interessato dai lavori, della regolarità contributiva, previdenziale ed assistenziale, ivi compreso l’avvenuto versamento dei contributi alle Casse Edili, tramite il Documento Unico di regolarità contributiva ovvero altro documento che comprovi l’avvenuto pagamento dei contributi agli enti previdenziali (INPS, INAIL e Cassa Edile ove dovuta).
Il presente Protocollo è efficace dalla data della sua sottoscrizione e sino al 31/8/2020, salvo proroga o rinnovo.

Indennità di trasferta, la necessaria scissione tra sede di assunzione e sede dei lavori


10 lu 2020 L’indennità di trasferta è corrisposta al lavoratore in relazione a prestazione effettuata per limitato periodo di tempo, al di fuori della ordinaria sede di lavoro, al fine di compensare il lavoratore dei disagi derivanti dall’espletamento del lavoro in luogo diverso da quello previsto. In caso di coincidenza tra luogo di assunzione e luogo di svolgimento della prestazione, anche se cantiere edile temporaneo, il suddetto emolumento non può essere riconosciuto, a nulla rilevando l’ubicazione della sede legale dell’impresa o la residenza dei lavoratori, in quanto luoghi non significativi per l’identificazione di una trasferta in senso tecnico (Corte di Cassazione, ordinanza 08 luglio 2020, n. 14380)


Una Corte d’Appello territoriale, in riforma della sentenza del Tribunale di prime cure, aveva accolto l’opposizione di una Società edile verso una cartella esattoriale con la quale l’Inps gli aveva intimato il pagamento di contributi previdenziali per le somme corrisposte, formalmente a titolo di indennità di trasferta, a lavoratori assunti per l’esecuzione di un appalto in sede diversa da quella aziendale.
In particolare, i lavoratori, residenti nella provincia di Napoli, erano stati assunti in Bologna da azienda napoletana per svolgere lavori edili solo in un cantiere di Bologna. Il Tribunale aveva ritenuto che l’indennità erogata non poteva ritenersi trasferta ma costituiva retribuzione, mentre la Corte territoriale aveva seguito l’opposta soluzione, valorizzando la diversità tra la sede aziendale e la sede del cantiere e l’effettività della trasferta delle maestranze dal territorio di loro residenza a quello di esecuzione dei lavori, facendone così derivare l’assoggettabilità al regime contributivo di favore previsto per l’indennità di trasferta (art. 51 co. 5, D.P.R. n. 917/1986).
Avverso tale sentenza, l’Istituto propone ricorso in Cassazione, lamentando violazione e falsa applicazione della legge (artt. 27 e 28, D.P.R. n. 797/1955 e art. 6, D.Lgs. n. 314/1997).
Per la Suprema Corte il ricorso è fondato.
In fatto, i lavoratori, residenti nel napoletano, sono stati assunti da azienda avente sede in provincia di Napoli e dunque nel medesimo territorio; la loro assunzione è stata effettuata a Bologna, come risulta dalla comunicazione al Centro per l’impiego di Bologna; la prestazione lavorativa è stata espletata unicamente a Bologna, per l’esecuzione di appalto temporaneo che l’azienda aveva ottenuto per la ristrutturazione di un plesso scolastico felsineo.
In diritto, invece, la trasferta è emolumento corrisposto al lavoratore in relazione a prestazione effettuata per limitato periodo di tempo e nell’interesse del datore di lavoro, al di fuori della ordinaria sede di lavoro, volto proprio a compensare al lavoratore i disagi derivanti dall’espletamento del lavoro in luogo diverso da quello previsto (Corte di Cassazione, sentenza n. 19236/2007). Orbene, nella specie, vi è coincidenza tra il luogo di assunzione ed il luogo di prestazione dell’attività lavorativa, sicché i lavoratori non hanno eseguito la prestazione al di fuori della sede lavorativa e nessuna scissione vi è tra sede lavorativa e luogo di espletamento del lavoro. Non si è verificata dunque una trasferta dei lavoratori da Napoli a Bologna in quanto i lavoratori hanno lavorato sempre e solo a Bologna, cioè nello stesso luogo in cui sono stati assunti. Né possono assumere rilievo alcuno le circostanze che la sede legale dell’impresa datoriale e la residenza dei lavoratori erano diverse da quelle in cui si svolgeva l’attività lavorativa, non essendo tali luoghi rilevanti per la identificazione di una trasferta in senso tecnico.

Proroga delle prestazioni Qu.A.S per emergenza COVID-19

Prorogate, dalla Cassa Assistenza Sanitaria Quadri del Terziario e del Turismo, le prestazioni per fronteggiare l’emergenza COVID-19.

La Qu.A.S. , per i casi di accertata diagnosi di Covid-19, ha prorogato le seguenti misure straordinarie, introdotte nel periodo 01/01/2020 – 30/06/2020, fino al 31/10/2020:


– diaria di € 78,00 per un massimo di 57 giorni in caso di ricovero presso strutture pubbliche, con esclusione dei primi 7 giorni e previa presentazione di copia della cartella clinica;


– diaria di € 40,00 per un massimo di 14 giorni in caso di isolamento domiciliare con decorrenza dalla data nella quale risulta effettuato il tampone e secondo le prescrizioni dei sanitari: la positività al virus dovrà essere confermata dai laboratori di riferimento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità e documentata dal referto del tampone effettuato presso i laboratori di riferimento regionale.


ATTIVITA’ STRAORDINARIA Qu.A.S.: A causa dell’emergenza epidemiologica, la Quas prosegue la propria attività in Smart Working fino al termine delle restrizioni previste dal Governo. E’ regolarmente attiva l’area riservata per la richiesta di rimborso indiretto tramite la consueta procedura online. Compatibilmente con la disponibilità delle strutture sanitarie convenzionate, sarà possibile usufruire di prestazioni in assistenza diretta, solo previa autorizzazione automatizzata che verrà richiesta dalle strutture stesse.

Decreto Rilancio, votata la fiducia: le misure in materia di lavoro


Nella seduta di mercoledì 8 luglio, con 318 si e 231 no, la Camera ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del DL n. 34/2020, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, nel testo predisposto dalla Commissione a seguito del rinvio deliberato dall’Assemblea. Ecco le principali misure in materia di lavoro.


È prevista la possibilità di rinnovare o prorogare fino al 30 agosto 2020 i contratti a tempo determinato, in essere al 23 febbraio 2020, anche in assenza delle condizioni (cd. causali) richieste dalla normativa vigente. Per gli apprendisti e per i titolari di contratti a termine, anche in somministrazione, a cui sia stata sospesa l’attività lavorativa in conseguenza dell’emergenza, il termine dei relativi contratti è prorogato in misura equivalente al periodo per i quali gli stessi sono stati sospesi; per la promozione del lavoro agricolo, si introduce la possibilità per i percettori di ammortizzatori sociali e di reddito di cittadinanza, di stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei predetti benefici previsti e nel limite di 2000 euro per il 2020.
Prevista l’estensione da 60 giorni a 5 mesi del divieto di procedere a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e di quelli collettivi e la sospensione delle procedure in corso.
In via eccezionale, fino al 17 agosto 2020, la durata della procedura per il trasferimento d’azienda, in cui sono occupati complessivamente più di 15 lavoratori, in caso di mancato accordo tra cedente e cessionario, non può avere una durata inferiore a 45 giorni.


Viene aumentata da 15 a 30 giorni la durata massima del congedo parentale introdotto in favore dei genitori lavoratori a causa della sospensione delle attività scolastiche, fruibile per figli fino a 12 anni e fino al 31 agosto 2020.
Si prevede che del congedo non retribuito riconosciuto ai genitori dipendenti privati per la chiusura delle scuole si possa fruire in presenza di figli minori di 16 anni; inoltre, viene incremento da 600 a 1.200 euro l’importo massimo complessivo del voucherbabysitting riconosciuto in alternativa al suddetto congedo (per i dipendenti del settore sanitario l’aumento è da 1.000 a 2.000 euro), prevedendo che lo stesso voucher possa essere utilizzato anche per l’iscrizione ai centri estivi e ai servizi educativi all’infanzia.
Si incrementa di ulteriori complessivi 12 giorni, usufruibili nei mesi di maggio e giugno 2020, il numero di giorni di permesso retribuito riconosciuto per l’assistenza di familiari disabili.
Per il settore privato, si dispone che, fino al 31 dicembre 2020, la suddetta modalità di svolgimento dell’attività lavorativa possa essere applicata dai datori di lavoro privati ad ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza degli accordi individuali previsti dalla normativa vigente e si introduce un diritto allo svolgimento del lavoro in modalità agile in favore dei genitori di figli minori di anni 14, nonché dei lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio Covid-19.


Relativamente agli ammortizzatori sociali, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica, è disposto, in particolare, l’aumento della durata massima della cassa integrazione ordinaria e in deroga e dell’assegno ordinario da 9 a 18 settimane, di cui 14 fruibili, ricorrendo determinate condizioni, per periodi decorrenti dal 23 febbraio al 31 agosto 2020 e quattro dal 1° settembre al 31 ottobre 2020 – estendendola anche ai lavoratori che risultano alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione alla data del 25 marzo 2020. Coloro che abbiano fruito integralmente delle prime 14 possono chiedere le suddette ulteriori 4settimane, limitatamente ad una quota delle risorse ad esse relative, anche per periodi antecedenti al 1° settembre 2020. Inoltre, sempre nel corso dell’esame in sede referente è stata rivista la disciplina dei termini temporali per la presentazione delle relative domande, attribuendo agli stessi natura decadenziale, nonché di altri termini relativi ai casi in cui la medesima prestazione sia erogata mediante pagamento diretto da parte dell’INPS; il riconoscimento della cassa integrazione in favore degli operai agricoli, per eventi riconducibili alla predetta emergenza, in deroga a determinati limiti di fruizione posti dalla normativa vigente.
Per la concessione dell’assegno ordinario, la reintroduzione dell’obbligo per i datori di lavoro di svolgere la procedura di informazione, la consultazione e l’esame congiunto con le organizzazioni sindacali, anche in via telematica, entro i tre giorni successivi a quello della comunicazione preventiva.
Ad eccezione di determinate fattispecie relative alle aziende multilocalizzate, l’attribuzione della concessione della CIG in deroga viene trasferita dalle regioni all’INPS, limitatamente alle settimane successive alle prime 9 già riconosciute.
Ancora, è prevista la proroga di 2 mesi della fruizione delle indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL che terminano nel periodo compreso tra il 1° marzo 2020 e il 30 aprile 2020;
la proroga a tutto il 2020 della mobilità in deroga per i lavoratori che abbiano cessato il trattamento di integrazione salariale in deroga per il periodo 1° dicembre 2017 – 31 dicembre 2018 e che non hanno diritto alla fruizione della NASpI.
A seguito del perdurare dell’emergenza epidemiologica, il provvedimento in esame proroga per i mesi di aprile e maggio le indennità già riconosciute per il mese di marzo in favore di determinate categorie di lavoratori dal decreto cura Italia e ne introduce di nuove.


Evoluzione del modello organizzativo nelle Poste Italiane

Siglato il 7/7/2020, tra Poste Italiane S.p.A. e la SLC-CGIL, la SLP-CISL, la UILposte, la FAILP-CISAL, la CONFSAL Com.ni, la FNC UGL Com.ni, l’accordo che ha approfondito l’evoluzione del modello organizzativo da realizzare entro il mese di dicembre 2020.

Le Parti hanno approfondito l’evoluzione del modello organizzativo, con particolare riguardo alla rivisitazione delle figure professionali del settore commerciale presenti sia a livello di Macro Area che di Filiale, così come descritto nel documento allegato.
Le Parti convengono che l’implementazione del presente progetto di riorganizzazione dovrà avvenire entro il mese di dicembre 2020.
La ricollocazione del personale coinvolto, appartenente esclusivamente all’area Quadri – posizione retributiva A2, avverrà ferma restando la salvaguardia delle professionalità acquisite e coerentemente con i consueti criteri individuati dalle Parti in occasione dell’implementazione degli altri processi riorganizzativi che hanno interessato Mercato Privati – in ambito provinciale con applicazione delle previsioni contrattuali in materia; l’Azienda terrà in massima considerazione le eventuali istanze volontarie di ricollocazione al di fuori della provincia, se coerenti con le esigenze organizzative.
Qualora, applicato il criterio sopra definito, dovessero permanere esigenze di ricollocazione, l’Azienda avvierà per le risorse interessate un percorso formativo di riqualificazione professionale, da svolgersi presso un UP della provincia di attuale assegnazione, della durata massima di 18 mesi, durante il quale le risorse saranno applicate su attività di supporto al DUP.
Oltre al percorso sopra indicato, la realizzazione complessiva del progetto sarà accompagnata da iniziative formative orientate a rafforzare/sviluppare le professionalità di tutto il personale coinvolto. Tali iniziative formative, unitamente a quelle relative al percorso di riqualificazione professionale di cui al capoverso precedente, saranno esaminate nell’ambito dell’Ente Bilaterale per le Formazione e Riqualificazione Professionale.
Le azioni di riallocazione sopradescritte saranno oggetto di approfondimento anche a livello territoriale, nel corso di un incontro da svolgersi prima della prossima pausa estiva.


Proroga delle misure per l’emergenza Covid-19 del FONDO EST

Prorogate, fino ad ottobre, le misure previste per contrastare le conseguenze del Covid-19 del Fondo Est per i settori commercio, turismo servizi e affini


 


Il Fondo Est, comunica ai lavoratori e alle aziende del settore del commercio e del turismo iscritti, le azioni di sostegno concreto previste per coloro che stanno affrontando, direttamente o indirettamente, le drammatiche conseguenze del Covid-19.
Il Fondo, con il “Pacchetto emergenza Covid-19”, in caso di contagio d Coronavirus, ha esteso il proprio piano sanitario assicurando:
– indennità giornaliera per ricovero in caso di positività al Covid-19;
– diaria da isolamento domiciliare in caso di positività al Covid-19;


– riabilitazione respiratoria post Covid-19.
Tali misure, introdotte per il periodo 01/01/2020 – 30/06/2020, sono state prorogate fino al 31/10/2020.


Nello specifico:
INDENNITÀ GIORNALIERA PER RICOVERO IN CASO DI POSITIVITÀ AL COVID-19
In caso di ricovero presso strutture pubbliche individuate per il trattamento del virus dal Ministero, l’iscritto avrà diritto a un’indennità di € 40,00 per ogni notte di ricovero, per un periodo non superiore a 50 giorni all’anno (si specifica che le giornate di ingresso e dimissione costituiscono un’unica giornata ai fini della corresponsione della diaria).


– DIARIA DA ISOLAMENTO DOMICILIARE IN CASO DI POSITIVITÀ AL COVID-19
Qualora, secondo le prescrizioni dei sanitari e con attuazione delle disposizioni in esso contenute si renda necessario un periodo di isolamento domiciliare, a seguito di positività al virus, l’iscritto avrà diritto a un’indennità di € 40,00 al giorno per ogni giorno di permanenza presso il proprio domicilio, per un periodo non superiore a 14 giorni all’anno.
– RIABILITAZIONE RESPIRATORIA POST COVID-19
Per gli iscritti che sono stati affetti da polmonite interstiziale conseguente a infezione da Covid-19, Fondo Est garantisce un contributo per le prestazioni sanitarie relative alla riabilitazione respiratoria. La patologia deve essere attestata da certificazione medica che deve essere trasmessa in copia a Fondo Est, unitamente a copia della prescrizione medica delle prestazioni effettuate ed a copia del documento di spesa. L’accesso al contributo per visita pneumologica può essere ripetuto per tre volte (visita pneumologica di indirizzo e due visite di controllo).


Indennità lavoratori domestici: rilascio procedura per l’invio delle richieste di riesame


L’esito delle istruttorie delle domande pervenute per la fruizione dell’indennità riconsociuta ai lavoratori domestici dall’art. 85 del decreto Rilancio è stato notificato, tramite SMS, ai soggetti che sono risultati beneficiari della prestazione. Tale esito può essere visualizzato accedendo al portale Inps mediante le credenziali di autenticazione. In caso di domanda respinta, è possibile visualizzare le motivazioni della mancata erogazione dell’indennità; laddove l’utente ritenga di avere comunque i requisiti per l’indennità, tramite la medesima procedura, può chiedere il riesame del provvedimento, allegando eventuale documentazione a dimostrazione del possesso dei requisiti. Con messaggio n. 2715/2020, l’Inps fornisce istruzioni in merito.


L’art. 85, DL 19 maggio 2020, n. 34 – come noto – riconosce, per i mesi di aprile e maggio 2020, ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali, un’indennità mensile pari a 500 euro, per ciascun mese. L’indennità è riconosciuta a condizione che i lavoratori domestici non siano conviventi con il datore di lavoro.
Con circolare n. 65/2020 sono stati specificati i requisiti di accesso alla prestazione e le ipotesi di incompatibilità e cumulabilità con altre misure di sostegno al reddito e con messaggio n. 2184, sono state fornite indicazioni per la presentazione della domanda on line in questione.
L’esito delle istruttorie delle domande pervenute, svolte in modo automatizzato utilizzando i dati già presenti nelle banche dati dell’Istituto, è stato notificato ai soggetti che sono risultati beneficiari della prestazione, tramite SMS inviato ai recapiti telematici comunicati in sede di richiesta del PIN all’Istituto e può essere visualizzato accedendo al portale dell’Istituto mediante le credenziali di autenticazione, nell’ambito della stessa procedura di presentazione della domanda on line.
Nella medesima procedura è possibile visualizzare, in caso di domanda respinta, le motivazioni della mancata erogazione dell’indennità. In tal caso, laddove l’utente ritenga di avere comunque i requisiti per l’indennità, tramite la medesima procedura può chiedere il riesame del provvedimento. Alla richiesta può essere allegata eventuale documentazione a dimostrazione del possesso dei requisiti.


Istruzioni per inoltrare la richiesta di riesame
L’accesso al riesame on line è disponibile nella homepage del sito www.inps.it da cui l’utente viene indirizzato alla pagina di autenticazione ai servizi INPS. Per procedere, il richiedente dovrà essere in possesso di una delle seguenti credenziali: PIN ordinario o dispositivo rilasciato dall’INPS; SPID di livello 2 o superiore; Carta di identità elettronica 3.0 (CIE); Carta nazionale dei servizi (CNS).
L’utente dovrà accedere poi all’apposita sezione della pagina web “Richiesta di riesame”. In questa sezione, ci sono le informazioni relative alla domanda presentata, il provvedimento di rigetto ed è possibile inoltrare la richiesta di riesame, inserendo la motivazione della richiesta. Possono, inoltre, inserirsi gli allegati in formato pdf, jpeg, png e tiff per una dimensione complessiva massima di 3 MB.
Una volta completata e inoltrata la richiesta di riesame, questa verrà protocollata e le informazioni ad essa correlate, ivi incluse le informazioni sullo stato di lavorazione, verranno rese disponibili nella medesima sezione del sito web.
La richiesta di riesame potrà essere presentata anche tramite il servizio di Contact Center Multicanale, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori). A tale scopo l’utente dovrà essere munito di PIN ovvero, per i possessori di SPID, CIE o CNS, di PIN Telefonico generato mediante l’apposita funzione disponibile nella sezione personale MyINPS del portale istituzionale.
Infine, si ricorda che la medesima richiesta può essere fatta anche avvalendosi dei servizi gratuiti degli Enti di Patronato. Al riguardo, in deroga all’art. 4 del DM 10 ottobre 2008, n. 193, attuativo della L. n. 152/2001, fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria, il mandato di patrocinio potrà essere fornito anche in via telematica, fermo restando che la immediata regolarizzazione del citato mandato deve intervenire una volta cessata l’attuale situazione emergenziale prima della formalizzazione della relativa pratica all’istituto previdenziale.

Nuovi chiarimenti del Garante sull’emergenza Covid-19


Nuove precisazioni del Garante privacy sulla protezione dei dati e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro nell’ambito dell’emergenza sanitaria Covid-19.


Il datore di lavoro può richiedere l’effettuazione di test sierologici ai propri dipendenti, ma solo se disposta dal medico competente e, in ogni caso, nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie, anche in merito all’affidabilità e all’appropriatezza di tali test. Solo il medico competente, in quanto professionista sanitario, tenuto conto del rischio generico derivante dal Covid-19 e delle specifiche condizioni di salute dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria, può stabilire la necessità di particolari esami clinici e biologici e suggerire l’adozione di mezzi diagnostici, qualora ritenuti utili al fine del contenimento della diffusione del virus e della salute dei lavoratori. Resta fermo che le informazioni relative alla diagnosi o all’anamnesi familiare del lavoratore non possono essere trattate dal datore di lavoro (ad esempio, mediante la consultazione dei referti o degli esiti degli esami), salvi i casi espressamente previsti dalla legge. Il datore di lavoro può, invece, trattare i dati relativi al giudizio di idoneità alla mansione specifica e alle eventuali prescrizioni o limitazioni che il medico competente può stabilire come condizioni di lavoro.
Ai fini della valutazione della riammissione al lavoro del dipendente, anche le visite e gli accertamenti devono essere posti in essere dal medico competente o da altro personale sanitario, e, comunque, nel rispetto delle disposizioni generali che vietano al datore di lavoro di effettuare direttamente esami diagnostici sui dipendenti. In ogni caso, i lavoratori possono liberamente aderire alle campagne di screening avviate dalle autorità sanitarie competenti a livello regionale relative ai test sierologici Covid-19, di cui siano venuti a conoscenza anche per il tramite del datore di lavoro, coinvolto dal dipartimento di prevenzione locale per veicolare l’invito di adesione alla campagna tra i propri dipendenti.I datori di lavoro possono offrire ai propri dipendenti, anche sostenendone in tutto o in parte i costi, l’effettuazione di test sierologici presso strutture sanitarie pubbliche e private (es. tramite la stipula o l’integrazione di polizze sanitarie ovvero mediante apposite convenzioni con le stesse), senza poter conoscere l’esito dell’esame.
Il datore di lavoro, in determinati casi, nel contesto dell’attuale emergenza epidemiologica, può lecitamente venire a conoscenza dell’identità del dipendente affetto da Covid-19 o che presenta sintomi compatibili con il virus.Ciò, in particolare, può verificarsi quando ne venga informato direttamente dal dipendente, sul quale grava l’obbligo di segnalare al datore di lavoro qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Lo stesso datore può quindi invitare i propri dipendenti a fare tali comunicazioni agevolando le modalità di inoltro delle stesse, anche predisponendo canali dedicati, tenendo conto del proprio generale obbligo di tutelare l’integrità fisica dei prestatori di lavoro.
Nel dettaglio, il datore può trattare i dati personali del dipendente affetto da Covid-19 o che ne presenta i sintomi e può conoscere la condizione di positività al Covid-19: quando ne venga informato direttamente dal lavoratore; o nei limiti in cui sia necessario al fine di prestare la collaborazione all’autorità sanitaria; o ai fini della riammissione sul luogo di lavoro del lavoratore già risultato positivo all’infezione da Covid-19.


Relativamente all’utilizzo di applicativi con funzionalità di “contact tracing” in ambito aziendale, il Garante precisa che, talefunzionalità, prevista da alcuni applicativi al dichiarato fine di poter ricostruire, in caso di contagio, i contatti significativi avuti in un periodo di tempo commisurato con quello individuato dalle autorità sanitarie in ordine alla ricostruzione della catena dei contagi ed allertare le persone che siano entrate in contatto stretto con soggetti risultati positivi, è, allo stato, disciplinata dall’art. 6, DL n. 28/2020.
Il datore di lavoro può ricorrere all’utilizzo di applicativi, allo stato disponibili sul mercato, che non comportano il trattamento di dati personali riferiti a soggetti identificati o identificabili, nel caso in cui il dispositivo utilizzato non sia associato o associabile, anche indirettamente (es. attraverso un codice o altra informazione), all’interessato né preveda la registrazione dei dati trattati.

Nuove scadenze misure straordinarie dei CED

L’Ente Bilaterale Nazionale Centri Elaboraziobe Dati (EBCE), ha riconfermato anche per l’anno 2020 tutti i contributi stanziati negli anni precedenti, variando alcune scadenze.

Dopo aver introdotto misure di sostegno al reddito per far fronte all’emergenza Covid-19, l’E.B.C.E. ha riconfermato anche per l’anno 2020 tutti i contributi stanziati negli anni precedenti, mantenendo continuità alle prestazioni garantite.
Rispetto al 2019 sono variati i termini di presentazione delle richieste per alcune tipologie di contributi.
Seguono i nuovi termini.
– Contributo acquisto libri scolastici per i figli frequentanti le scuole medie superiori di I e II grado – Cod. rif. B.3; termine di presentazione richiesta 31/10/2020
– Contributo per acquisto manuali e abbonamenti – Cod. rif.A.6; termine di presentazione richiesta 31/7/2020
L’E.B.C.E. comunica, inoltre, che sono stati stanziati ulteriori fondi a copertura dei Contributi Covid-19, i cui termini di presentazione delle richieste sono stati pertanto riaperti.
A seguito del prolungamento dei termini di fruizione degli ammortizzatori sociali legati all’emergenza Covid-19, è stato prorogato al 31/8/.2020 il termine di presentazione del Contributo Riduzione orario di lavoro – Emergenza Covid-19 – cod. rif.BC.1

Veneto: firmato un accordo per le scuole materne FISM

Firmato un accordo di secondo livello per il personale addetto ai servizi all’infanzia ed alle scuole dell’infanzia non statali della Regione Veneto

Il CCNL FISM prevede il secondo livello di contrattazione mediante il quale le parti firmatarie del contratto possono stipulare intese e accordi, appurata la frequente necessità per le scuole infanzia FISM di istituire servizi socioeducativi per i bambini durante il periodo estivo, impiegando anche personale docente ed educativo;


L’accordo avrà effetto a partire dalla data di sottoscrizione e per gli anni scolastici 2016/2017 e 2017/2018. Verrà tacitamente ed automaticamente prorogato di anno in anno, salvo quanto previsto da eventuale rinnovo del CCNL FISM o da disdetta da darsi da una delle parti entro 90 giorni dalla scadenza, permanendo peraltro un impegno di verifica congiunta al termine del primo biennio.
Pertanto le parti convengono quanto segue:
– Servizio estivo: nel mese di luglio il Datore di lavoro può richiedere al personale docente di VI livello, lo svolgimento di attività socio-educative con i bambini, ed il personale docente, su base volontaria, possa prestare la propria attività in tale periodo.
L’orario settimanale di apertura della scuola verrà stabilito dall’Ente gestore in base all’attività programmata. L’orario di lavoro del personale docente della scuola dell’infanzia è di 32 ore settimanali.
– Premio servizio estivo e altri periodi Una volta programmate le ferie e i permessi, a fronte di tale attività» esercitata nel mese di luglio oltre le 44 settimane di attività didattica, al personale del VI livello ancora in attività verrà corrisposto per gli anni 2017 e 2018, un premio di risultato forfettario giornaliero a fronte di tale incremento di produttività di un importo pari ad €. 20,00, al lordo di imposte e contributi, rapportata all’orario di lavoro svolto.
Lo stesso trattamento economico spetta alle educatrici disponibili a prestare l’opera diversa dalla prima infanzia qualora il servizio di nido sia programmato su 10 mesi. Detto istituto può essere esteso anche in altri periodi dell’anno in cui il calendario scolastico della scuola dell’infanzia preveda la sospensione dell’attività didattica
– Fiscalità. I premi potranno essere assoggettati al trattamento fiscale agevolato qualora vengano stipulati appositi accordi integrativi di scuola firmati dalle R.S.A. o dalle organizzazioni sindacali che individuino e adottino uno o più indicatori, anche in via alternativa, per la misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione. Essenziale, che la condizione di incrementalità degli obiettivi, cha dà diritto al trattamento fiscale agevolato, venga rispettata, ossia che l’incremento possa essere verificato, nell’arco di un periodo congruo (intendendosi per esso un periodo significativo anche ai fini della quantificazione del premio aziendale), attraverso indicatori numerici appositamente individuati e fondati su idonei riscontri documentali aziendali.