Nessuna imposta sulla raccolta fondi per gli iscritti a Federazione professionali colpiti dal COVID-19


La raccolta fondi per gli iscritti ad una Federazione professionale colpiti dal COVID-19, non genera materia imponibile in capo ai beneficiari, in quanto non inquadrabile in alcuna delle categorie reddituali di cui all’art. 6 del TUIR (Agenzia Entrate – Risposta 17 settembre 2020, n. 368).

La Federazione, ente pubblico non economico, sussidiario dello Stato, nel mese di aprile 2020, ha attivato una raccolta fondi destinata ad alimentare il fondo di solidarietà per supportare con l’intero ammontare delle donazioni i propri iscritti colpiti da COVID-19 e le loro famiglie.
La Federazione chiede all’Agenzia quali siano gli obblighi in capo alla stessa in merito all’assoggettamento a ritenuta d’acconto e certificazione degli importi da corrispondere sulla base delle finalità e con i criteri sopra riportati.

Con il decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, sono state introdotte misure volte a proteggere la salute dei cittadini, nonché a sostenere il sistema produttivo e salvaguardare la forza lavoro, prevedendo specifiche disposizioni, anche di carattere tributario, volte ad affrontare l’impatto economico dell’emergenza COVID-19 sui lavoratori, sulle famiglie e sulle imprese.
In particolare, l’articolo 27 del decreto Cura Italia riconosce ai liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, un’indennità per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro.
Il successivo articolo 28, invece, riconosce ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della Gestione separata, un’indennità per il mese di marzo 2020,pari a 600 euro.
Le citate indennità sono erogate dall’INPS, previa domanda, e non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF.
Nella fattispecie rappresentata nell’istanza, le indennità, alcune delle quali erogate a titolo di rimborso spese, sono corrisposte direttamente dalla Federazione istante e non dall’Ente previdenziale previa domanda dell’interessato,come richiesto dal legislatore.
Ne consegue che alle indennità in esame non possono essere estesi in via analogica i regimi esentativi previsti dagli articoli 27 e 28 del decreto Cura Italia, dal momento che sono erogate non nel rispetto dei presupposti richiesti dal legislatore.
Ciò considerato, l’Agenzia osserva che il Regolamento, disciplinante la campagna di raccolta fondi in esame, prevede, tra l’altro,che la predetta raccolta ha carattere di straordinarietà ed è realizzata in conformità di quanto previsto dall’articolo 99 del D.L. n. 18 del 2020 secondo cui «per le erogazioni liberali di cui al presente articolo, ciascuna pubblica amministrazione beneficiaria attua apposita rendicontazione separata, per la quale è autorizzata l’apertura di un conto corrente dedicato presso il proprio tesoriere, assicurandone la completa tracciabilità. Al termine dello stato di emergenza nazionale da COVID-19, tale separata rendicontazione dovrà essere pubblicata da ciascuna pubblica amministrazione beneficiaria sul proprio sito internet o, in assenza, su altro idoneo sito internet, al fine di garantire la trasparenza della fonte e dell’impiego delle suddette liberalità».
“Le erogazioni avverranno esclusivamente a mezzo bonifico bancario dal conto corrente dedicato sulla base dei criteri elencati nelle parti seguenti. La Federazione registrerà in modo separato ciascuna singola erogazione rilasciando al beneficiario le certificazioni previste dalla normativa vigente. Sulla piattaforma saranno visibili le donazioni effettuate”.
Infine è previsto che «Qualora al termine della campagna siano presenti nel fondo di solidarietà … delle somme non impegnate e non erogabili, … le stesse saranno destinate, previa delibera del Comitato Centrale» a specifiche iniziative nei confronti degli iscritti.
In ragione di tali disposizioni, per l’Agenzia è ragionevole considerare la Federazione istante, nella fattispecie rappresentata, un mero strumento organizzativo nella raccolta e nella destinazione delle donazioni che, altrimenti, sarebbero versate direttamente agli iscritti colpiti da COVID-19.
Considerato che in quest’ultima ipotesi, tali erogazioni non genererebbero materia imponibile in capo ai beneficiari, l’Agenzia ritiene, analogamente, che le medesime indennità percepite per il tramite della Federazione istante non possano costituire reddito imponibile per i beneficiari, in quanto non inquadrabili in alcuna delle categorie reddituali di cui all’articolo 6 del Tuir.